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Il trail running è un tipo di corsa che si pratica su sentieri in natura, delle vere e proprie escursioni, che mettono il trailer faccia a faccia con paesaggi incontaminati e percorsi impegnativi, per altimetria e tipologia di terreno sul quale si corre. La distanza da percorrere può variare ma non per questo essere meno impegnativa.

L’Etna, il nostro vulcano, diventa protagonista di un nuovo evento sportivo. L’EtnaTrail, 7^ tappa del circuito Ecotrail Sicilia, giunta alla sua 4^ edizione, avrà luogo il 2 agosto.

Ma cos’è un ecotrail per un trailer e cosa lo contraddistingue? Cosa aspettarci e quali sono le novità dell’EtnaTrail 2014? Lo abbiamo chiesto in un’intervista esclusiva e in maniera informale a Carmelo Santoro, atleta e presidente di Etna Trail Asd che quando “corre su strada” lo fa con la maglia dell’ atletica linguaglossa. Carmelo, che ringraziamo per l’intervista concessaci, sta organizzando l’evento del 2 agosto…

Cos’è un ecotrail?

Il trail running prima di essere una disciplina sportiva è una filosofia; è una variante della corsa, particolarmente impegnativa, sia per il profilo altimetrico che per la tipologia di terreno sconnesso sul quale si corre. Si svolge su percorsi normalmente utilizzati per l’escursionismo, che si snodano solitamente su sentieri inaccessibili per diversi chilometri e che attraversano colline, montagne, altopiani, boschi ed in generale remote zone naturali. Le condizioni climatiche influenzano notevolmente la performance dell’atleta, se affrontate in modo poco organizzato, pertanto assume talvolta un significato vitale organizzare preventivamente sia la propria attrezzatura che la propria preparazione. La pianificazione di tutto questo rivela all’individuo una metodica da percorrere, in modo da saper affrontare preparati le difficoltà mano a mano che si presenteranno.

 

Quali sono le emozioni che vivi durante la pratica di questa disciplina?

La serenità di correre in un bel luogo dove possa rilassarmi mentalmente. Alle gare di trail incontro atleti che sono felici di arrivare in fondo senza dover guardare il cronometro… mi emoziona scoprire la natura in tutte le sue forme e mi fa stare bene sentirmi parte di tutto questo senza intaccarlo.

Un aspetto positivo e uno negativo del trail

Trovo molte cose positive nel trail: correre attraverso boschi immersi nella natura, lontano da rumori quotidiani; sentire solo il suono dei terreno sotto le scarpe; fotografare con la mente tanti luoghi meravigliosi; passare più volte dallo stesso percorso e trovarlo sempre diverso mi fa impazzire; correre senza tempi prestabiliti mi rilassa. Di negativo trovo solo i pregiudizi che qualcuno ha sul trail ….

 

Il trail è per tutti?

Certamente! Io dico sempre che se lo pratico io, lo può fare chiunque … Ogni anno vengono organizzati numerosi trail, che vanno dai mini di pochi chilometri agli ultratrail di centinaia: c’è solo l’imbarazzo della scelta! Per chi è alle prime armi e desidera cimentarsi in una gara simile, consiglio le competizioni intorno ai 20 chilometri, che danno la possibilità di testare le proprie capacità fisiche, mentali ed organizzative rispetto all’equipaggiamento richiesto.

Cosa vuol dire affrontare un ecotrail sull’Etna?

Etna Trail significa fondersi con la natura multiforme dell’Etna, che, con i suoi 3.330 m, sa essere allo stesso tempo la montagna più elevata del centro e sud Italia ed uno dei vulcani più attivi del pianeta, oltre che parte del patrimonio dell’Unesco.

Correre l’Etna Trail significa respirare al ritmo di una natura prorompente che sa adattarsi e cambiare aspetto, seguendo i dettami del vulcano. Gli atleti dovranno affrontare diversi tipi di terreno: consistenti e sconnessi campi lavici, che una volta furono lava fluida ed incandescente, ed ora appaiono appena colonizzati dai licheni; le frastagliate creste della Valle del Bove, testimone di antichi centri eruttivi ed accogliente conca per infinite colate di lava; le lunghe discese tecniche su materiali incoerenti frutto delle esplosioni; i sentieri che si snodano attraverso il bosco ed arrivare, infine, all’indimenticabile salita che li porterà in cima al vulcano attivo più alto d’Europa.

Correre l’Etna Trail è molto emozionante poiché il percorso si snoda dove la natura regna sovrana. Sarà facile sentirsi parte di essa e sentire l’energia pulsante del vulcano! Anche la vista potrà essere appagata dai meravigliosi scorci paesaggistici della costa ionica da Catania alla splendida Taormina, della costa tirrenica con l’Arcipelago Eoliano e della della Calabria.

 

Cosa potresti suggerire a chi si troverà per la prima volta “faccia a faccia” con l’Etna e la sfida del trail? E a chi ha già esperienza?

L’Etna è un vulcano attivo, per questa ragione va rispettato e non sottovalutato. A chi per la prima volta si avvicina al mondo del trail, sconsiglio di prendere parte a questa competizione, proprio per le complessità e varietà che presenta; è meglio, senza dubbio, iniziare da distanze e terreni più semplici. A chi ha già esperienza nel settore trail dico solo che L’Etna è un altro mondo….

Quanto tempo occorre per la preparazione atletica per una gara di questo tipo sull’Etna?

Tanto ma tanto allenamento, sia mentale che fisico. Per affrontare una gara come questa in agosto è necessario conoscere a fondo se stessi: una 64 km non si affronta se non si ha un pizzico di giusta “pazzia” positiva, prerogativa degli ultra maratoneti. In più qui c’è la difficoltà della corsa su terreno vulcanico.

 

Puoi anticiparci qualcosa sull’edizione 2014? Quanti atleti prevedete parteciperanno? Ci saranno atleti di spicco? Quali sono le maggiori difficoltà nell’organizzare una manifestazione come questa?

Prevediamo un buon numero di atleti nella 24km; la 64 km rappresenta l’edizione 0, quindi si tratta di una grande ed emozionante scommessa. Abbiamo studiato un percorso da favola: la prima parte è un pò più semplice, mentre la seconda è più complessa. Si attraverseranno paesaggi lunari;abbiamo previsto un passaggio all’interno della Grotta dei Lamponi e l’attraversamento del bosco di faggi di Timpa Rossa e, ciliegina sulla torta, la quota di 3.000 m, mai raggiunta da un trail in Sicilia. Le difficoltà sono numerose,soprattutto nell’organizzazione logistica di un evento simile, tanto lavoro svolto da tutti i componenti di Etna Trail Asd. Per una gara del genere tutto deve essere perfetto e non si può sbagliare nulla, quindi dobbiamo essere impeccabili!

 

Ultima domanda, come da tradizione, un messaggio/pensiero libero per i lettori di SiciliaRunning.

La manifestazione, giunta alla quarta edizione, avrà luogo nel Parco dell’Etna e si pone, attraverso una gara di trail running, camminate non competitive ed escursioni guidate, l’obiettivo di fare conoscere ai partecipanti il territorio valorizzandolo. Le corse, le camminate e le escursioni, prenderanno il via da Piano Provenzana. Ai partecipanti saranno garantite le migliori condizioni per stabilire un contatto con l’organizzazione, per accedere a tutte le informazioni utili, per affrontare i percorsi nelle condizioni ideali dal punto di vista della sicurezza sul tracciato, della disponibilità dei servizi e di un allestimento che possa rendere ancora più piacevole l’esperienza. Un grazie agli amici di SiciliaRunning.

Per informazioni e iscrizioni:

Sito web: http://www.etnatrail.it/

Facebook: https://www.facebook.com/events/1414882358744106

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Articolo: Giovanna Barone
Fonte: siciliarunning

Foto Etna Trail 2012 (Maurizio Crispi)


Per chi ama sciare, ma non vuole rinunciare ad un belvedere marino, ci sono alcune destinazioni che offrono entrambi gli scenari. Dall’Etna a Vancouver, da Garessio all’Islanda, Repubblica.it pubblica una guida alle destinazioni e alle piste.

Si parte da Eyjafjörður, il fiordo più lungo d’Islanda, dove dal monte Hlíðarfjall è possibile godere del panorama delle piste da sci che quasi si gettano nell’Oceano Atlantico.

Si passa poi per le piste da sci degli impianti di Etna Nord, quelli di Piano Provenzana, a quota 1810 metri, che offrono come sfondo panoramico il mar Ionio, Taormina e persino le coste della Calabria.

E ancora, ai piedi del Caucaso Sochi, sede della Olimpiadi Invernali 2014, che dalla stazione sciistica Roza Khutor offre una vista panoramica sulla catena del Grande Caucaso e sul Mar Nero.

Ma sono molte altre le mete tra mare e monti: Garessio in Piemonte, Ushuaia in Argentina, Mt. Hutt in Nuova Zelanda, Monte Carpegna nelle Marche, Grouse Mountain a Vancouver, Tromsø in Norvegia e Passolanciano-Majelletta in Abruzzo.

Fonte: http://www.ttgitalia.com


PHNOM PENH – L’Unesco ha inserito l’Etna nel patrimonio mondiale dell’umanità definendolo come uno dei vulcani “più emblematici e attivi del mondo”. Se ne è scritto da circa 2.700 anni e questo rappresenta “uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani”, aggiunge il comitato Unesco riunito nella sua sessione annuale nella capitale cambogiana Phnom Penh. E ancora: “I crateri, le ceneri, le colate di lava le grotte di lava e la depressione della valle del Bobe, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione” contiuando ad avere un ruolo importante, capace di influenzare “la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra”. “La sua notorità, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici sono – conclude l’Unesco – di importanza mondiale”.

La zona classificata come patrimonio mondiale fa parte del Parco dell’Etna creato nel 1987. Il ministero dell’Ambiente ha definito l’inserimento del vulcano nella lista Unesco “un risultato importante che riconosce l’unicità del patrimonio naturale italiano, il valore delle politiche nazionali di conservazione e il lavoro svolto negli ultimi anni dal Parco dell’Etna e dal Ministero dell’Ambiente, che nel gennaio 2012 ne ha patrocinato la candidatura”.

Tra gli altri luoghi inseriti oggi dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità, il Tian Shan, la grande catena montuosa cinese che include la vetta della Vittoria Peak, alta 7.439 metri, e il Namib Sand Sea della Namibia, un deserto costiero unico al mondo che comprende vaste aree di dune influenzate dalla nebbia, su una superficie di oltre tre milioni di ettari. Il Comitato deve vagliare l’iscrizione nel patrimonio di 31 luoghi naturali e culturali. Fino ad ora sono 962 i siti iscritti in 157 Paesi.

Per l’Italia, che “interrompe il digiuno” di un anno (non aveva ottenuto nuove iscrizioni nella sezione del giugno 2012, è il 48mo sito nella Lista World Heritage: a tutt’oggi è il paese leader.

Fonte: Repubblica.it

 
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